Ol Crusù
Chi da Albegno procede verso il fiume Brembo, lì dove via Enrico Frizzoni incrocia via Salvo D’Acquisto si imbatte in una croce di ferro – detta Crusù (Crocione) – innestata in un pilastro di pietra arenaria e recante i diversi simboli della passione di Nostro Signore Gesù Cristo.
La più antica notizia risale al 18 aprile 1909, domenica in Albis, quando il parroco di Albegno, don Camillo Baio, benedì la nuova croce in sostituzione di un’altra deperita.
Tra gli anni ’40 e ’50 del secolo XX il Crusù venne rifatto in ferro e benedetto da donBasilio Bravi.
Questo manufatto, ormai corroso, fu restaurato e rifatto da Angelo Locatelli e benedetto da don Egidio Gregis il 21 marzo 1986, quinto venerdì di Quaresima.
L’attuale Crusù fu restaurato nel 2026 dalla Carpenteria metallica Cesari Pietro s.r.l. di Albegno.
Questa croce è riconducibile all’usanza di cristianizzare il territorio con immagini
sacre poste nei crocicchi e nei luoghi di transito.
In un lontano passato, forse, questo era l’incrocio fra due assi stradali. Il primo, di epoca romana, proveniva da Bergamo e – snodandosi lungo il margine superiore del terrazzo fluviale brembano – conduceva ad pontem Aureoli (Canonica d’Adda) dove si immetteva sulla strada Brescia-Milano. Il secondo asse stradale, invece, scendeva direttamente alla riva del Brembo laddove – per l’ampiezza del letto del fiume in quel tratto – ancora nel medioevo si passava a guado per riprendere, poi, il percorso presso lo scomparso abitato di Lésina (oggi Santa Giulia in Bonate Sotto).

Ol Crusù, Maggio 1954.